La pittura parietale
a Pompei
Pompei, sepolta dalla cenere del Vesuvio e riscavata, ha dato il maggior numero di pitture parietali, alcune delle quali, come quella della "Villa dei Misteri", d’una rara bellezza .
A
Pompei è possibile farsi una compiuta idea di quel che
fosse la decorazione pittorica nelle case romane.
Vi si trovano piccoli ambienti, rallegrati dai vivissimi colori; stanze
slargate da illusioni prospettiche; sale dilatate da paesaggi, corridoi
traforati da fantasie e complicate composizioni ornamentali.
Non mancano le grandiose figurazioni mitiche e allegoriche, come quelle della cosiddetta Villa dei Misteri, dove la pittura si dispiega in scene di gran livello artistico e di profondo significato tra liturgico e mistico. Le figurazioni hanno una larga e solenne impostazione, e l'arte, non più piacevolmente descrittiva né più gustosamente decorativa, si fa interprete d'un mondo di realtà soprannaturali e allegoriche. Sembra da un lato di ritornare alla severità e alla malinconia delle ultime tombe etrusche, e dall'altro d'intravedere quella che sarà poi la grande pittura del Rinascimento.
Le pitture della Villa dei misteri con la loro rigorosa composizione, la loro coloritura densa e quasi maculata di profonda spiritualità, rappresentano il frutto maturo dell'arte pompeiana, anzi dell'arte romana, che, anche se nata da vitigno ellenistico, trovò in Italia il suolo e il sole per diventare turgida e succulenta.
La Villa dei Misteri
Certamente l'edificio più celebre e ricordato da tutti, posto un po' fuori dall'area archeologica, è la Villa dei Misteri. Collocata su un terrapieno contenuto da solide mura e da un criptoportico, fu eretta alla metà del III secolo a.C. e subì in seguito rifacimenti, aggiunte e sopraelevazioni che la trasformarono da villa suburbana in villa patrizia; dopo il terremoto del 62 d.C. fu ridotta a villa rustica e a masseria. A pianta pressoché quadrata, ampia e articolata, la villa comprende un quartiere d'alloggio che si svolge intorno all'atrio tuscanico e al tablino, e un quartiere rustico.

La decorazione pittorica nella Villa dei Misteri
Tra la fine della Repubblica e l'età augustea furono realizzate le decorazioni più belle, in secondo stile, costituite da prospettive architettoniche, dalla celebre megalografia, da pannelli figurati. Le migliori decorazioni architettoniche, illusoriamente tridimensionali, si trovano in un cubicolo a doppia alcova e nel grande oecus, dove si hanno fastose architetture ellenistiche e colonnati apparentemente aggettanti, trabeazioni, archi, edifici circolari e false porte con la parte inferiore a pannelli rettangolari e quella superiore con ornamentazioni a squame.

I misteri dionisiaci
La stanza centrale, e più nota, presenta la descrizione di una cerimonia dionisiaca, descritta sequenza per sequenza. Prima un fanciullo legge la formula di rituale ad una nuova adepta, poi assistiamo ad una scena di libazione, mentre un satiro suona, una sacerdotessa allatta un capriolo e una donna manifesta un forte sconvolgimento per gli "strani" riti, quindi vediamo un altro satiro che mostra una maschera, il dio Dioniso adagiato su Arianna, un personaggio che scopre il fallo mistico, oggetto di culto, mentre una figura alata flagella una donna raggomitolata in cerca di riparo sulle ginocchia di una matrona seduta. Nello stesso tempo una baccante danza nuda, mentre una sposa si fa toilette. E' una delle più grandi pitture antiche giunte fino a noi e conservate in situ, altre e la maggior parte sono tutte al Museo Archeologico di Napoli.
Il
fascino di questa pittura sta nell'atmosfera che essa riesce a creare con le
figure che occupano tutte le pareti della stanza, alternandosi in una serie di
sequenze che ha qualcosa di cinematografico. Esse narrano una "storia"
drammatica, con severa compostezza e forse dramma è proprio nel senso
teatrale;
non tanto perché vari personaggi hanno il volto ricoperto da maschere, ma per
il valore metaforico implicito in ogni rappresentazione. L'evento scenico è
una finzione. Non ha valore per sé, ma rimanda a un
archetipo della condizione umana. Le pitture della Villa dei Misteri
esprimono ansia di "trasumanare", di andare oltre i
limiti che la natura ci pone. Senza entrare nel merito delle valutazioni
specialistiche, si può affermare che parte del valore di questa figura sta
nella sicura evidenza con cui esprimono il bisogno di
accedere a una realtà sottratta alla miseria quotidiana Il tutto è
espresso con forza ed euritmia senza che sorgano dubbi sul significato,
perché, a differenza della pittura cristiana, quella pagana non si stacca mai
dalla terra. I pompeiani non tendevano al mistico, ma a strane forme corali e
formali. Fondamentale ci sembra un'osservazione: questi affreschi non si
trovano in chiese o in templi, ma in una casa privata, in una lussuosa villa
suburbana e nel lato più elegante della dimora, che affaccia sui portici e
giardini ed è in comunicazione con una vasca esedra panoramica. La
collocazione fa pensare che oltre alla funzione
sacra gli affreschi ricoprissero il ruolo di decorazione di ambienti non
adibiti solo all'iniziazione. Del resto, per quanto la vita
avesse subito numerosi rifacimenti e conservi
ancora tracce di stili ed epoche diverse, nel complesso si presenta
stilisticamente unitaria. Figure di satiri, tirsi e
maschere si trovano anche i locali attigui, mentre in altri troviamo porte
finte e grandiose composizioni architettoniche.
FASCE DECORATIVE ROMANE
Le immagini di seguito
riportate rappresentano alcune fasce decorative utilizzate per contornare gli
emblemata nei
mosaici romani,
bizantini, greci ecc., o per realizzare un "tappeto musivo" in stile geometrico.
Alcune delle decorazioni più frequenti sono le "greche"e le pelte. Molto
utilizzata è anche la ripetizione ritmica di svastiche e quadrati .

Denti di sega con effetto di
linea spezzata e dentata. Ritmo regolare che guida l'attenzione a destra o a
sinistra, non con ampio intervallo, movimento dinamico, peso uniforme.

Coppia di file sfalsate
e opposte di triangoli dentati .Movimento dinamico, a ritmo regolare con ampi
intervalli che guida la vista verso destra o sinistra.
Fascia con segmenti incastrati
di greca. Il ritmo è alternato con elementi alti e bassi che si allungano
partendo dalla parete inferiore, prima in un segmento corto, poi per due volte
in un segmento lungo e per ultimo in un altro segmento corto che si ricongiunge
alla parete superiore. Sotto ad ogni segmento corto parte il nuovo ritmo. La
struttura dell'immagine è costituita da linee spezzate che si susseguono.

Greca bassa disegnata da una
treccia a due capi orlata da due linee a greca da cui risultano due fasce a
merli opposte e sfalsate con trecce a due capi. Il ritmo è doppio ed alternato
con la formula segmento lungo - segmento corto sfalsato. Le due linee spezzate
sono opposte e gli spazi fra e fuori dalle due sono occupati dalle trecce che
guidano lo sguardo.
Meandro a "T" Il ritmo è alternato con la struttura a "T". Le "T" si incastrano fra di loro: esse si susseguono appoggiandosi sulla parete inferiore e su quella superiore e così via. Lo sguardo è portato ad inseguire gli spazi tra le "T" che formano un labirinto.
La figura rappresenta un meandro a T di svastiche a giro semplice. Il ritmo prevede l'alternanza di svastiche. Da uno vicino si passa ad uno lontano, poi ad uno vicino ed infine ad un altro lontano. Se invece si considera il ritmo della T, parliamo di un ritmo lineare ed uniforme.

La figura rappresenta un
meandro di svastiche a giro semplice e quadrati in prospettiva. Il ritmo è
alternato. Le figure sono in rilievo e sono abbellite dalla presenza di ombre.
Anche qui abbiamo una struttura statica per la prevalenza di linea verticali e
orizzontali.
Fila di quadrati sulla
diagonale intersecati ed annodati (i quadrati hanno le sommità arrotondate, con
effetto di treccia a calice) . La struttura dell'immagine è dinamica. Il ritmo è
lineare e uniforme, è una configurazione ordinata che produce l'effetto di un
movimento regolare , continuo, fluido e scorrevole (per la presenza di linee
ondulate). Gli elementi sono molto avvicinati l'uno all'altro per questo il
ritmo è serrato.
Catena di quadrati sulla diagonale, con nodi quadrati. Questo mosaico è come struttura dell'immagine molto simile a quello precedente se non per gli angoli spezzati alle estremità. Il ritmo è uniforme, ha un movimento regolare, continuo, con elementi tanto vicini gli uni agli altri da comporre un ritmo serrato. Avendo un andamento acuto e spezzato evoca sensazioni di movimento rigido, dall'orientamento bruscamente interrotto.
Fila di quadrati sulla diagonale, tangenti, (formanti clessidre). Il peso è uniformemente distribuito; le linee forza sono virtuali e conducono l'occhio dell'osservatore a proseguire le sequenza. Il ritmo è alternato (quadrati e clessidre).
Fascia disegnata da linee di
gruppi di tessere accostati per angolo. La struttura dell'immagine è dinamica.
Il ritmo è lineare ed uniforme, si può però notare un'alternanza fra quadrati e
clessidre.

In questa figura è
rappresentata una fila di pelte, sovrapposte, tangenti. Il ritmo è lineare ed
uniforme e pare che il movimento delle pelte sia orientato da sinistra a destra.
Abbiamo una struttura dinamica caratterizzata dalla presenza di linee curve.

Fila di girandole di pelte
tangenti arricchite, all'interno, da un "nodo di Salomone". Sono ornate da
triangoli dentati. Il ritmo è lineare ed uniforme, l'immagine ha una struttura
dinamica.
Fila di quadrati e triangoli, tangenti e adiacenti. Il peso è uniformemente distribuito. E' un movimento dinamico, ha un andamento regolare vivace

Fascia a composizione
ortogonale di quadrati adiacenti, su due file. Un quadrato su due è ripartito
producendo un immagine di triangolo. Movimento dinamico, peso non uniforme, ma
ha un andamento regolare. Simmetria bilaterale.
Fila di quadrati diritti e di
cerchi tangenti, annodati, disegnati da cordoni. Ritmo regolare, struttura
dinamica.

Catene di cerchi e di quadrati
diritti tangenti, annodati, disegnati da tondini, arricchite, all'interno, da
disegni geometrici. Struttura dinamica , ritmo alternato, presenza di linee
curve che conferiscono dinamismo.

Fila di ogive intersecatesi
per quattro, allacciate, disegnate da un tondino. Ritmo con piccoli intervalli .
Guida lo sguardo della persona da sinistra a destra o viceversa.

Fila di quadrifogli obliqui
quasi tangenti, allacciati, disegnati da un tondino, annodati a quadrati
curvilinei sulla diagonale ,disegnati da un tondino.

Coppia di fasce incrociate
contrapposte ed allacciate con ondulazioni oblique. Peso uniformemente
distribuito, andamento dinamico, ritmo serrato.
Treccia a due capi con nodi serrati su fondo traforato. Il ritmo è regolare. Il peso è uniformemente distribuito. La struttura è dinamica.
Treccia a tre capi delineata. Il ritmo è regolare. Il peso, uniformemente distribuito. La struttura è dinamica.

Treccia a calice,
allentata, con orlo curvo. Il ritmo è regolare .La struttura è dinamica e il
ritmo guida lo sguardo in entrambe le direzioni. Assai numerose le linee curve
che determinano la struttura a treccia della figura.

Fila di fusi dritti, tangenti, contrastanti. Il ritmo è regolare, caratterizzato da un'alternanza di figure