Leopoldo Franchetti (1847-1917) e Giorgio Sidney Sonnino (1847-1922) erano due studiosi positivisti. Avevano fondato la rivista "Rassegna settimanale" con l'intento di far conoscere le condizioni di vita del Meridione e diffondere la consapevolezza di un problema sociale che andava risolto sia per riequilibrare uno sviluppo economico che sacrificava le compagne e l'economia del Sud, sia anche per porre fine al malcontento delle masse contadine, che dava origine al brigantaggio e che poteva provocare pericolose insurrezioni socialiste. Per far ciò Franchetti e Sonnino chiamarono a raccolta scrittori del tempo per farli collaborare alla conoscenza del Sud. Tra questi vi fu anche Verga che pubblicò sulla rivista cinque novelle, poi comprese in "Vita dei campi" e "Novelle rusticane". Franchetti e Sonnino collaborarono essi stessi allo studio della "Questione meridionale", attraverso un libro inchiesta noto col nome di "Inchiesta in Sicilia", il cui titolo vero è "La Sicilia nel 1876". Gli autori vi descrivono le cause della decadenza economica siciliana, la corruzione delle amministrazioni comunali, il cancro dell'usura che rovinava la piccola proprietà contadina, la dissennata politica fiscale che colpiva solo i poveri senza toccare i proprietari, e il problema della leva militare. In generale Franchetti e Sonnino sostenevano un'alternativa agraria per riequilibrare uno sviluppo economico che andava ad esclusivo vantaggio del Nord industriale, sacrificando invece il Meridione. Occorreva invece a loro avviso, aiutare la piccola e media proprietà terriera meridionale, colpendo l'usura e rivedendo la tassazione.

 

(R. Luperini P. Cataldi L. Marchiani, La scrittura e l’interpretazione – Dal Naturalismo all’Avanguardia (1861 – 1925) tomo 1°, n. 5, Casa Ed. Palumbo, 1997)